Caso (M5S) : “Nessun applauso per Mattarella”

Ve lo confesso: questa mattina non sono riuscito ad applaudire per il Presidente della Repubblica.

Ho avuto ben 42 occasioni (in soli 30 minuti!

) ma è stato più forte di me.

Non che siano mancate le BELLE PAROLE.

Come potrei non condividere l’appello al rispetto della nostra Carta Fondamentale?

Come potrei non essere d’accordo con l’interpretazione della figura del Presidente come di “arbitro garante della Costituzione”?

E come potrei non essere pienamente convinto che la “garanzia più forte della nostra costituzione consiste nella sua applicazione”, nel riconoscere e, soprattutto, nel RENDERE EFFETTIVI I DIRITTI COSTITUZIONALI.

Il problema, come al solito, non sono le parole.

Il problema è la CREDIBILITA’ e questo presidente (un politico di professione che si è fatto strada in partiti responsabili della decadenza morale e materiale di questo Paese) SE LA DOVRA’ CONQUISTARE.

Se davvero è convinto che la priorità in questo momento sia rispondere agli effetti della crisi, all’EMARGINAZIONE, alla SOLITUDINE, all’ESCLUSIONE, dei cittadini, delle famiglie e, soprattutto, dei giovani, allora NON POTRA’ IGNORARE i nostri appelli all’istituzione di un REDDITO DI CITTADINANZA;

se davvero crede che, come ha ripetuto più volte, la sovranità del popolo si esprime attraverso i parlamentari e che “c’è necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo” e garantire una corretta dialettica parlamentare, allora NON POTRA’ PERMETTERE CHE IL GOVERNO CONTINUI AD ABUSARE DELLA DECRETAZIONE D’URGENZA e ad esautorare il parlamento dal potere legislativo andando contro i dettami della Costituzione;

se davvero ritiene che la riforma costituzionale debba servire a “rafforzare il processo democratico” e non viceversa, NON POTRA’ RIMANERE IN SILENZIO DI FRONTE ALLA DERIVA AUTORITARIA che stravolgerà l’impostazione stessa della nostra Carta Costituente, demolendo la centralità del parlamento e con essa qualsiasi speranza di rappresentatività diretta del popolo e di equilibrio tra i poteri.

No, non ho potuto unirmi ad un coro di pecore che oggi applaude al grido -l’Italia ripudia la guerra- e ieri approvava spese militari per miliardi di euro, e che dedica standing ovation alla condanna della corruzione e delle mafie, quando tra i banchi dei loro partiti siedono soggetti come Giggino a’ purpetta (alias Luigi Cesaro), senza considerare le implicazioni in tutti gli ultimi scandali (Mose, Expo, Mafia Capitale) di tutti i partiti.

No, mi rifiuto, NON POSSIAMO MORIRE DEMOCRISTIANI !!!!

Vincenzo Caso
Portavoce M5S Camera

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