Morra (M5S) : “Continuiamo insieme la nostra battaglia contro le mafie con sempre più vigore”

Sabrina Pignedoli sul Resto del Carlino pochi giorni fa riportava alcune intercettazioni di Giuseppe Pagliani (FI), un consigliere comunale -ma anche provinciale perchè il cumulo di incarichi, per noi immorale, per gli altri è un merito- arrestato per mafia a seguito della recente operazione “Aemilia” che ha dimostrato come non ci sia territorio felice ed esente dalla criminalità organizzata, perchè, se si accetta il compromesso, come si è fatto lì dove con presunzione si pensava di esser immuni per natura a certi problemi, ci si inizia semplicemente a svendere senza averne coscienza.

In queste conversazioni Pagliani dimostra di riuscire ancora a stupirsi ed indignarsi.

L’oggetto del suo “schifo” era il sistema di tangenti divise fra cooperative e mafia per gestire gli appalti.

Forse non gradiva che a chiedere le mazzette stavolta fossero gli imprenditori che avevano sottratto il ruolo ai politici.

Ma se Pagliani risulta schifato, cosa dovrebbero provare i nostri ragazzi davanti a questa realtà?

Sempre più giovani laureati sono costretti ad emigrare perché l’Italia non offre loro opportunità.

Non per la crisi, ma per la mafia, per la corruzione, per le risorse sottratte all’onestà ed alla competenza per esser dirette all’ignoranza ed alla semplice appartenenza, magari di partito o di corrente.

Però la meritocrazia non può convivere con la mafia, il merito e l’impegno onestamente profusi non possono convivere con il sistema marcio del conferimento di tanti pubblici appalti, esattamente come fanno certe cooperative nella un tempo “rossa” Emilia.

L’una (la meritocrazia) annulla l’altra (la mafia).

I nostri giovani studiano e girano a vuoto per anni, illusi da un sistema che ha bisogno di scoraggiarli per far largo agli amici degli amici, ai parenti, ai raccomandati, ai clienti…

ai mafiosi.

Sta alle istituzioni scegliere quale sistema rafforzare, quello meritocratico o quello mafioso.

Gli scandali delle cooperative emiliane e di quelle romane, con la politica che è stata un tutt’uno con la mafia e la disoccupazione giovanile ai record storici, dimostrano palesemente chi abbia favorito finora la politica.

Questo non possiamo accettarlo, non dobbiamo accettarlo.

Dobbiamo esser noi cittadini che credono nell’onestà -non i condannati per associazione mafiosa- a dire “che schifo”, sono i nostri giovani ad aver il diritto di arrabbiarsi.

Continuiamo insieme la nostra battaglia contro le mafie con sempre più vigore.

Non solo per noi, ma soprattutto per i giovani di oggi e di domani.

Nicola Morra
Portavoce M5S Senato

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