Ospedale S. Anna: Non siamo soli!

Anche quando tutto sembra perduto non bisogna arrendersi, adesso come non mai è ora di unire le forze per contrastare queste scellerate politiche che penalizzano i territori più disagiati e scarsamente popolati. Meno elettori meno diritti? E’ forse questo il futuro che ci aspetta? E’ forse questo che le popolazioni della montagna di meritano dopo avere sacrificato i propri figli per la libertà? No, non ce lo meritiamo e come ben sappiamo l’unione fa la forza. Adesso è il momento di lottare tutti uniti perché solo uniti si può vincere questa guerra.

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Riportiamo a seguito il comunicato stampa del “Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche”  del   quale fa parte anche il nostro locale “Comitato Salviamo Le Cicogne”. 

Il ministero della salute ha concesso la deroga sui punti nascita con meno di 500 parti all’anno solo per gli ospedali di Scandiano (Re) e per i due del cratere sismico: Mirandola (Mo) e Cento (Fe).

Non viene concessa per le strutture di Castelnovo ne’ Monti (Re), Pavullo nel Frignano (Mo) e Borgo Val di Taro (Pr). Di conseguenza, l’attività in questi ultimi punti nascita dovrà essere sospesa.

Ancora una volta la politica perde una occasione per dimostrarsi vicina ai cittadini, anzi penalizza proprio le realtà più lontane, più scomode rispetto alle città; questa decisione ci rattrista perché comporta conseguenze molto negative anche per il nostro territorio, crediamo infatti che sia così messa una pietra sopra alle possibilità di riaprire il punto nascita di Porretta Terme; ma contemporaneamente questa decisione ci dà ancora maggiore determinazione, perché conferma che è necessario, fondamentale, difendere con tutte le forze i presidi ed i servizi ancora presenti ed attivi nelle aree disagiate.

Dobbiamo quindi ribadire che le persone residenti in montagna sono considerate cittadini di serie B e che la volontà della politica, dietro parole come sicurezza e ottimizzazione è di smantellare un pezzo alla volta gli ospedali delle zone più disagiate!

La Regione afferma che verranno messi in campo investimenti per potenziare gli ospedali montani e per mettere in sicurezza i futuri parti, benissimo, vogliamo crederci, ma secondo noi i protocolli messi in atto finora nel nostro territorio non garantiscono la tanto decantata sicurezza di partorienti e nascituri.

Seppur delusi, siamo ancora più motivati e determinati a continuare questa lotta, chiedendo l’aiuto dei cittadini e delle istituzioni locali che decideranno di appoggiarci perché è ormai chiaro che i nostri diritti dobbiamo difenderli da soli.

Emanuela Cioni

Presidente CISADeP – Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche